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	<title>Cooperazione &#8211; RIDS</title>
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	<description>Rete Italiana Disabilità e Sviluppo</description>
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	<title>Cooperazione &#8211; RIDS</title>
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		<title>WE WORK  &#8211; 2016</title>
		<link>https://www.ridsnetwork.org/portfolio/we-work-inclusione-socio-economica-delle-donne-con-disabilita-nella-striscia-di-gaza-2016/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irid Domnori]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2020 14:17:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Promozione dell’inclusione sociale delle donne con disabilità nella Striscia di Gaza conformemente alla Convenzione delle Nazioni Unite (CRPD). Il progetto agisce per migliorare le condizioni di uno dei gruppi più vulnerabili della società palestinese, ovvero le DcD. Intervenendo sulla dimensione socio-economica si promuove il superamento di un approccio assistenzialista alla disabilità in favore di un modello inclusivo che produca un reale empowerment delle persone con disabilità (PcD), operando al contempo anche nella direzione di un abbattimento dello stigma sociale.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>inclusione socio-economica delle Donne con Disabilità nella Striscia di Gaza</p>
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<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Capofila: EducAid.</span></p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Paese:</span> Territori Palestinesi Occupati (T.P.O.); Striscia di Gaza; Gaza City, Rafah.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Finanziatore:</span> Ministero degli Affari Esteri.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Periodo</span>: Gennaio 2016 – Gennaio 2018.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Area tematica:</span> Empowerment socio-economico delle donne con disabilità (DcD).</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Partner locali:</span> Gaza Chamber of Commerce and Industry, Social Developmental Forum (S.D.F.), El Amal Rehabilitation Society.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Partner italiani:</span> Coinvolgimento attivo di esperti della RIDS, composta oltre che da EducAid, da AIFO (Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau), FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e DPI-Italia Onlus (Disabled People’s International).</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Obiettivo generale:</span> Promozione dell’inclusione sociale delle donne con disabilità nella Striscia di Gaza conformemente alla Convenzione delle Nazioni Unite (CRPD). Il progetto agisce per migliorare le condizioni di uno dei gruppi più vulnerabili della società palestinese, ovvero le DcD. Intervenendo sulla dimensione socio-economica si promuove il superamento di un approccio assistenzialista alla disabilità in favore di un modello inclusivo che produca un reale empowerment delle persone con disabilità (PcD), operando al contempo anche nella direzione di un abbattimento dello stigma sociale.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Obiettivo specifico:</span> Empowerment socio-economico delle donne con disabilità nella Striscia di Gaza. Il progetto mira a sostenere ed avviare al lavoro le DcD senza un’occupazione, supportare le DcD con occupazione, grazie alla fornitura di consulenze a micro- imprese gestite da DcD e corsi di formazione avanzati sull’uso dei media, e a sensibilizzare la società palestinese sui diritti delle donne e delle PcD, con particolare attenzione al diritto al lavoro, tramite attività di <em>awareness raising</em>.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Beneficiari diretti:</span> 929 DcD a basso reddito parteciperanno alle attività di supporto socio-psicologico, formazione professionale e<br />
inserimento socio-lavorativo, 30 DcD con esperienze lavorative riceveranno corsi avanzati sui media, 15 start-up gestite da donne con disabilità riceveranno le consulenze di un esperto FISH e di un esperto locale, 20 associazioni locali (organizzazioni su base comunitaria- CBOs e organizzazioni non governative- NGOs ) parteciperanno alle attività della RIDS sul mainstreaming della disabilità, 270 persone da organizzazioni private e no profit saranno sensibilizzate sul tema dell’inserimento lavorativo delle DcD, 20 imprese /organizzazioni no profit saranno beneficiarie di interventi di adattamento ambientale e tecnologico, 3000 studenti e 120 insegnanti di scuole secondarie saranno destinatari della campagna di sensibilizzazione.</p>
<p class="Textbody"><b>Beneficiari indiretti</b>: +1200 familiari 100 colleghi delle DcD, i quali beneficeranno dell’ empowerment socio-lavorativo delle DcD, ed almeno 9000 familiari degli studenti beneficeranno degli effetti della campagna di sensibilizzazione nelle scuole.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Sintesi del progetto:</span> In Palestina le donne con disabilità sono escluse dai processi decisionali e dal mercato del lavoro,<br />
soffrono della mancata implementazione della normativa in materia. La legge palestinese, nel definire la disabilità, fa<br />
riferimento ad aspetti meramente sanitari, restando sensibilmente distante dall’accezione più moderna promossa a livello<br />
internazionale dalla CRPD (Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità). Uno dei passaggi cruciali per l’inclusione delle donne con disabilità riguarda l’accesso al mondo del lavoro: l’attività lavorativa retribuita svolta al di fuori del contesto familiare aumenta la considerazione sociale delle DcD, facendo anche diminuire la violenza a loro danno e aumentare la loro capacità di prendere decisioni. Alle problematiche riguardanti l’accessibilità al mondo del lavoro si aggiungono quelle di carattere culturale: la percezione diffusa da parte della società palestinese della inadeguatezza al lavoro delle donne disabili rappresenta una barriera determinante nel percorso di emancipazione che passa dall’inclusione nel contesto lavorativo. Nella pratica, il progetto intende provvedere al sostegno e all’avviamento professionale delle DcD senza un’occupazione tramite un’attività di <em>peer couselling</em>, corsi di formazione, borse-lavoro e la creazione di uno sportello di orientamento e supporto. Inoltre, saranno supportate le DcD con occupazione tramite consulenze a micro-imprese gestite da DcD, corsi di formazione sull’uso dei media. Allo stesso tempo, sarà svolta un’attività di sensibilizzazione della società palestinese sui diritti delle donne e delle PcD, con particolare attenzione al diritto al lavoro, attraverso l’organizzazione di eventi di awareness raising indirizzati ad una molteplicità di beneficiari, tra cui scuole e CBOs.</p>
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		<title>Let’s start-up &#8211; 2016</title>
		<link>https://www.ridsnetwork.org/portfolio/lets-start-up-quando-leconomia-diventa-social-inclusive-business-e-self-employment-per-dcd-e-madri-di-pcd-in-palestina-2016/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irid Domnori]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2020 13:47:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Obiettivo generale: Promuovere l’Economia sociale in Palestina con un approccio Mainstreaming alla Disabilità</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ridsnetwork.org/portfolio/lets-start-up-quando-leconomia-diventa-social-inclusive-business-e-self-employment-per-dcd-e-madri-di-pcd-in-palestina-2016/">Let’s start-up &#8211; 2016</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ridsnetwork.org">RIDS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando l’economia diventa Social: Inclusive business e self-employment per dcd e madri di pcd in Palestina</p>
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<p class="Standard"><span class="StrongEmphasis">Capofila: EducAid</span></p>
<p class="Standard"><span class="StrongEmphasis">Paese</span>: Palestina, Governatorati di Ramallah e Nablus</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Finanziatore</span>: AICS</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Periodo</span>: 36 mesi</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Area tematica</span>: inclusive business, sviluppo socio-economico, disabilità, uguaglianza di genere</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis"><span lang="EN-US">Partner locali</span></span><span lang="EN-US">: Rantis Young Ladies Society, Aswat Society, Birzeit University (CDS Center for Development, studies); An-Najah University (Nabic An-Najah Business Innovation and Partnership Center); Camere di Commercio di Ramallah e Nablus.</span></p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Partner italiani</span>: PIN – Yunus Social Business Center Università di Firenze (YSBCUF), Rete Italiana disabilità e Sviluppo (RIDS) Onlus, Agenzia Piano Strategico SRL.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Obiettivo generale</span>: Promuovere l’Economia sociale in Palestina con un approccio Mainstreaming alla Disabilità</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Obiettivo specifico:</span> Promuovere iniziative di Inclusive Business attraverso la creazione e il supporto di imprese sociali che favoriscano l’occupazione e il self-employment di DCD e madri di PCD nelle aree di Nablus e Ramallah; sostenere il ruolo delle istituzioni pubbliche e delle DPOs come attori del processo di sviluppo socio-economico inclusivo attraverso il loro coinvolgimento attivo nella creazione e nel supporto delle imprese sociali nelle aree di Ramallah e Nablus.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Beneficiari diretti</span>: 100 DCD e madri di PCD; almeno 6 DPOs; 2 camere di commercio (Nablus e Ramallah); 2 università (Birzeit e Nablus), rafforzate nel loro ruolo di attori dei processi di sviluppo inclusivo; Almeno 2000 studenti/neo-laureati sensibilizzati e forniti dell’opportunità di creare start-up sociali; Almeno 500 imprenditori palestinesi e italiani sensibilizzati sul tema dell’economia sociale e della disabilità.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Beneficiari indiretti</span>: PCD e loro famiglie; studenti e neolaureati delle università di Birzeit e Nablus; il settore privato palestinese nel suo complesso; la comunità palestinese nel suo insieme.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Sintesi di progetto:</span> dal 2012 l’economia palestinese ha registrato una ingente decrescita causata dall’occupazione israeliana, nonché dalla dipendenza dal mercato israeliano e dagli aiuti umanitari. Tale recessione ha inevitabilmente prodotto un sostanziale declino del PIL pro capite e un netto aumento del tasso di disoccupazione, nel 2015 giunto al 27% (di cui 23,9% uomini e 38,5% donne), secondo quanto registrato dai dati ILO. Naturalmente, la situazione si aggrava considerando le fasce più deboli e vulnerabili della società, tra cui le persone con disabilità, PCD, che già prima della crisi nel 2011 risultavano disoccupate per l’87%, secondo i dati del Palestinian Central Bureau of Statistics. Le donne con disabilità, inoltre, subiscono una discriminazione ancora più profonda, in quanto esse sono costrette a convivere con un duplice stigma, causato dal fatto di essere persone con disabilità e donne in una società fortemente patriarcale. Da ciò ne consegue che le donne con disabilità sono private dell’accesso al mercato del lavoro, e la mancanza di autonomia economica aggrava la loro situazione di dipendenza.  Le barriere che le DcD si trovano ad affrontare nella ricerca di un lavoro e dell’indipendenza economica sono causate da molteplici fattori, fra cui: una forte stigmatizzazione sociale; una scarsa implementazione delle normative relative ai loro diritti, come la legge palestinese 4/99 e la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità); la debolezza delle Disabled People Organizations, DPOs, locali; la prevalenza di un approccio meramente assistenzialista nei confronti della disabilità.</p>
<p class="Textbody">Questa situazione di isolamento risulta essere analoga per le madri di PCD, le quali devono farsi totalmente carico della cura dei figli, vedendo in tal modo ridurre le loro opportunità di inclusione socio-economica.</p>
<p class="Textbody">In un tale contesto, appare pertanto fondamentale la promozione di uno sviluppo economico inclusivo in grado di favorire sia una maggiore occupazione delle donne con disabilità e delle madri di PCD, identificando nel lavoro una delle chiavi per l’avanzamento dei loro diritti socio-economici, sia una maggiore attenzione verso i bisogni delle PCD mediante il rafforzamento del ruolo delle DPOs e delle istituzioni pubbliche, attori del processo di sviluppo.</p>
<p class="Textbody">Tale sviluppo passa dalla creazione e dal supporto di nuove iniziative di imprenditorialità sociale, che coinvolgano in prima linea le donne con disabilità per promuovere la loro autonomia e riscatto sociale. Al contempo, attraverso la promozione di iniziative di inclusive business sostenuto da stakeholder locali, verrà avviato un nuovo modello economico palestinese che contribuisca alla riduzione della dipendenza dal mercato israeliano e dagli aiuti internazionali.</p>
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		<title>I-Can  Independence, Capabilities, Autonomy, Inclusion. &#8211; 2018</title>
		<link>https://www.ridsnetwork.org/portfolio/i-can-independence-capabilities-autonomy-inclusion-centro-per-la-vita-indipendente-per-le-persone-con-disabilita-della-striscia-di-gaza-2018/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irid Domnori]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2020 13:40:26 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.ridsnetwork.org/?post_type=jetpack-portfolio&#038;p=1930</guid>

					<description><![CDATA[<p>Obiettivo generale: Promuovere la piena inclusione delle persone con Disabilità, in particolare delle Donne Con Disabilità, in Palestina, in coerenza con la UNCRPD.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ridsnetwork.org/portfolio/i-can-independence-capabilities-autonomy-inclusion-centro-per-la-vita-indipendente-per-le-persone-con-disabilita-della-striscia-di-gaza-2018/">I-Can  Independence, Capabilities, Autonomy, Inclusion. &#8211; 2018</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ridsnetwork.org">RIDS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Centro per la vita indipendente per le persone con disabilità della Striscia di Gaza</p>
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<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Capofila: EducAid.</span></p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Paese</span>: Palestina (Striscia di Gaza).</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Finanziatore</span>: AICS (Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo).</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Periodo</span>: <span lang="EN-US">Maggio 2018 – Maggio 2021.</span></p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Area tematica</span>: <span lang="EN-US">Disabilità e inclusione, riduzione disuguaglianze.</span></p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Partner locali</span>: El Amal Rehabilitation Society, Social Developmental Forum – SDF, UNDP (United Nation Development Programme), Gaza Chamber of Commerce and Industry.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Partner italiani</span>: RIDS (Rete Italiana Disabilità e Sviluppo), FISH (Federazione Italiana Superamento Handicap), Università di Bologna /Dipartimento di Scienze Dell’educazione Giovanni Maria Bertin, Cooperativa Sociale Centro per L’autonomia Michele Iacontino – C.P.A.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Obiettivo generale</span>: Promuovere la piena inclusione delle persone con Disabilità (PCD), in particolare delle Donne Con Disabilità, in Palestina, in coerenza con la UNCRPD.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Obiettivo specifico</span>: Rafforzare l’indipendenza e l’autodeterminazione delle PCD, in particolare delle DCD, a Gaza, tramite la costituzione di un centro olistico e innovativo in cooperazione con le CBO e le DPO locali; rafforzamento dell’autodeterminazione: almeno il 40% delle PCD utenti del centro, dichiara di aver aumentato le proprie capacità di decision making all’interno della famiglia dopo aver usufruito dei servizi del centro; rafforzamento dell’indipendenza e dell’autostima: almeno il 50% delle PCD utenti del centro dichiara di partecipare più assiduamente a eventi sociali dopo aver usufruito dei servizi del centro.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Beneficiari diretti</span>: Almeno 500 PCD e familiari beneficiari dei servizi del centro; 200 PCD, di cui almeno 80 DCD, e 100 familiari beneficiari di peer counseling di gruppo; 15 scuole beneficiarie di adeguamenti ambientali e training su educazione inclusiva; almeno 200 studenti beneficiari di supporto e counseling; 80 DCD beneficiarie di training professionalizzanti; 40 DCD beneficiarie di tirocini; almeno 40 imprese private beneficiarie di adeguamenti ambientali e sensibilizzate sul diritto al lavoro delle PCD; almeno 500 PCD orientate al lavoro; 10 DCD formate su Social Media; 100 DCD e madri di PCD beneficiarie di attività di story-telling; almeno 400 persone sensibilizzate sui diritti delle PCD.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Beneficiari indiretti</span>: PCD e famiglie, studenti con e senza disabilità, istituti scolastici, CBO e DPO locali, la società palestinese in generale.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Sintesi di progetto</span>: Secondo il PCBS, Palestinian Center Bureau of Statistics, il 6.9% della popolazione di Gaza è costituito da persone con disabilità, PCD. All&#8217;interno della striscia, queste rappresentano uno dei gruppi più vulnerabili della popolazione in quanto sono costrette ad affrontare le difficoltà più estreme nella vita quotidiana, come l’esclusione dal godimento dei propri diritti, oltre a essere soggette a continua discriminazione. Tale situazione risulta essere ulteriormente grave per le donne con disabilità, DCD, che subiscono una doppia discriminazione in quanto donne e persone con disabilità. Dai dati raccolti da EducAid mediante gli studi condotti a Gaza e in Cisgiordania tra il 2015 e il 2017 assieme alle organizzazioni locali partner, emerge come i principali ostacoli al riconoscimento dei diritti delle PCD alla loro piena inclusione, siano legati a tre fattori interconnessi: non autonomia, non accesso ad opportunità di empowerment socio-economico, stigma della società. La non autonomia è dovuta alla scarsa accessibilità dei luoghi, nonché alla mancanza di ausili adeguati. Per poter godere pienamente dei propri diritti ed essere autonome nella vita quotidiana, le PCD necessitano di ausili e soluzioni personalizzate. Secondo la Banca Mondiale, la fornitura di questi servizi a Gaza è lontana dal soddisfare le necessità presenti e i servizi disponibili non riescono a rispondere a bisogni complessi che necessitano di essere parametrizzati per età, genere, tipo di disabilità. Per questo motivo, il 38.4% delle Persone con Disabilità a Gaza non è in grado di gestire autonomamente aspetti della propria vita quotidiana.</p>
<p class="Textbody">La carenza di empowerment, invece, è legata alle difficoltà di accesso all&#8217;istruzione, nonché alla mancanza di opportunità lavorative. Secondo il PCBS (2011) il 42.2% delle PCD sopra i 15 anni residente a Gaza non è iscritta ad alcuna scuola e il 90.9% non lavora. Ciò determina una scarsa partecipazione delle PCD allo sviluppo socio-economico, oltre ad una mancanza di indipendenza di queste a livello socio-economico e decision-making. Inoltre, l’Independent Commission for Human Rights sottolinea come gli studenti con disabilità costituiscono solamente lo 0.3% del totale degli studenti palestinesi, a causa della scarsa accessibilità dei luoghi, nonché alla mancanza di metodologia di educazione inclusiva; mentre secondo l’ILO, la mancata inclusione delle PCD nel mercato del lavoro comporterebbe una perdita del PIL compresa tra il 3 e il 7%. Infine, lo stigma sociale influisce sia sull&#8217;autostima delle PCD sia sul loro processo di empowerment individuale e sociale. La sensibilizzazione della società, infatti, risulta essere un aspetto di fondamentale importanza in quanto interviene direttamente sulle famiglie delle PCD, la cui attitudine risulta essere la prima barriera che le persone con disabilità devono spesso poter superare. Il 54.5% delle 189 DCD intervistate da EducAid durante la baseline condotta nel 2017 a Gaza, dichiara come lo stigma sociale rappresenti uno degli ostacoli più difficili da superare per l’ottenimento di un lavoro; mentre secondo UNICEF, il 23.1% delle PCD ha serie difficoltà di accesso all&#8217;istruzione a causa di forti discriminazioni sociali. Dal need assessment, condotto sempre da EducAid, risulta come gli interventi volti a promuovere l’inclusione sociale delle Persone con Disabilità siano insufficienti in termini di quantità, non coordinati tra loro e dunque inadeguati, in quanto spesso si predilige l’utilizzo di un approccio medico-assistenzialista che considera l’individuo con disabilità come mero beneficiario di un servizio, anziché protagonista di azioni guidate da un approccio sociale, come previsto dalla UNCRPD.</p>
<p class="Textbody">Al fine di poter affrontare efficacemente questi bisogni, il progetto vuole costruire un Centro per la vita indipendente e l’inclusione delle PCD a Gaza. Il Centro opera con un approccio olistico, intervenendo sull&#8217;autostima delle PcD, l’empowerment socio economico, lo stigma sociale in quanto fattori strettamente correlati, e crea percorsi personalizzati individuali e di gruppo volti a massimizzare indipendenza e empowerment delle PcD sulla base delle loro specifiche necessità in termini di maggiore autonomia, miglior accesso a istruzione e lavoro e accresciuta sensibilizzazione della società. Il centro, una realtà innovativa di per sé all&#8217;interno di un contesto del genere e non solo, distribuirà ausili e fornirà servizi grazie a un gruppo multidisciplinare di professionisti che opereranno a stretto contatto con le PCD e le loro famiglie. All&#8217;interno del team di professionisti, saranno incluse le persone chiave dei peer counselor, persone con disabilità che forniranno supporto ai beneficiari nel loro percorso di empowerment individuale e inclusione attraverso interventi di supporto psicosociale.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ridsnetwork.org/portfolio/i-can-independence-capabilities-autonomy-inclusion-centro-per-la-vita-indipendente-per-le-persone-con-disabilita-della-striscia-di-gaza-2018/">I-Can  Independence, Capabilities, Autonomy, Inclusion. &#8211; 2018</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ridsnetwork.org">RIDS</a>.</p>
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