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	<title>Disabilità &#8211; RIDS</title>
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	<description>Rete Italiana Disabilità e Sviluppo</description>
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	<title>Disabilità &#8211; RIDS</title>
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		<title>Sumud in libera terra &#8211; 2018</title>
		<link>https://www.ridsnetwork.org/portfolio/sumud-in-libera-terra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irid Domnori]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2020 13:56:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Obiettivo generale: Contribuire al miglioramento della condizione economica delle famiglie residenti nelle zone aride e semi/aride dei distretti di Hebron e Betlemme.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Capofila: </span><span class="StrongEmphasis">Cric.</span></p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Paese</span>: Cisgiordania, Governatorati di Hebron e Betlemme.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Finanziatore:</span> AICS &#8211; Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Periodo</span>: 2018.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Area tematica</span>: Agricoltura, povertà, tutela del patrimonio storico e culturale, accessibilità.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis"><span lang="EN-US">Partner locali</span></span><span lang="EN-US">: Land Research Center, Mosaic Centre.</span></p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Partner italiani</span>: CRIC, EducAid, Rete Italiana Disabilità e Sviluppo (RIDS) Onlus.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Obiettivo generale</span>: Contribuire al miglioramento della condizione economica delle famiglie residenti nelle zone aride e semi/aride dei distretti di Hebron e Betlemme.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Obiettivo specifico</span>: Sviluppare nelle aree target un sistema integrato di assetto e gestione del territorio che valorizzi l’agro-biodiversità e la compatibilità climatica che estenda l’area coltivabile, produca maggior reddito e riaffermi il diritto alla terra in aree a rischio di confisca; Promuovere la valorizzazione socio-economica del patrimonio culturale/paesaggistico dell’area per un turismo inclusivo, sostenibile e accessibile attraverso il supporto all’imprenditoria locale e preservando la memoria storica.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Beneficiari diretti</span>: 200 famiglie di agricoltori/pastori (almeno 50 donne capofamiglia), 60 famiglie di persone con disabilità, 5 OBC (Organizzazioni su base comunitaria) /OPD (Organizzazioni di persone con disabilità).</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Beneficiari indiretti</span>: la popolazione delle aree urbane e rurali delle comunità target (51% donne &#8211; 49% uomini) per un totale di 16.000.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Sintesi di progetto: </span>Nelle aree d’intervento (distretti di Betlemme e Hebron) i settori principali di produzione del reddito sono l’agricoltura e pastorizia (30-50%) e il mercato del lavoro israeliano (30-40%), dove i lavoratori hanno stipendi migliori ma spesso attraverso lavoro illegale.   Con le nuove leggi sull’immigrazione in Israele, che hanno ostacolato il lavoro dei palestinesi, la disoccupazione nell’area ha raggiunto livelli maggiori al 35%. Le aree target hanno in comune la localizzazione dei loro terreni agricoli in area C per oltre il 70%, e in aree considerate aride/semiaride e soggette a desertificazione. Questo influisce negativamente sulla produttività, ridotta anche dalla mancanza di buone pratiche agricole (oltre 50% contadini usa semi che li lega al mercato israeliano con una minore produttività di quelle locali) e dalle confische delle terre incolte. Questi fattori colpiscono molto il reddito delle famiglie, in particolare quelle con componenti disabili.</p>
<p class="Textbody">Il progetto mira all’aumento e miglioramento  della  produttività  agricola ,  del  valore  delle  terre  e  delle rispettive produzioni,  promuovendo la  riduzione  del  rischio  di  confisca, attraverso: la costruzione  di  manufatti  integrati  nel  paesaggio  per  diminuire  l’erosione  dei  suoli  ed  aumentare  l’area  arabile  e  di  pascolo; la costruzione  di  cisterne  e  di  una  strada  agricola; la  distribuzione  di sementi  locali  selezionati,  arbusti  da  pascolo,  piante  da  frutto. Si vuole anche operare sulla capacity building e formazione di agricoltori e tecnici per la diffusione di buone pratiche agricole attraverso le “field farmers school”, e studiare le tipologie dei suoli per la determinazione delle migliori colture.  Un risultato atteso è l’aumento della produzione del 120% delle aree coltivate, con conseguente aumento dei redditi pro-capite, e la diffusione di buone pratiche agricole nel 75% dei partecipanti.  Per l’elaborazione dei piani locali di sviluppo, sono organizzati incontri con autorità locali.</p>
<p class="Textbody">I villaggi sono caratterizzati da un ricco patrimonio culturale, architettonico, paesaggistico non adeguatamente valorizzato. I siti archeologici presenti, che risalgono al periodo bizantino e crociato, sono in stato di abbandono. Per questo, in sinergia con il progetto nazionale “Masar Ibrahim”, sono previsti interventi architettonici e strutturali per favorire una fruizione turistica pienamente accessibile del patrimonio culturale/paesaggistico (siti archeologici, storici, musei, centri culturali), nonché l’attivazione di un circuito di turismo sostenibile ed inclusivo nell’area del progetto. Sono previsti interventi architettonici e strutturali per le abitazioni di persone con disabilità per creare strutture di accoglienza turistica accessibili e sostenibili, e anche la realizzazione di materiali accessibili facilitanti la comprensione del percorso turistico (es: cartelli informativi in braille e per ipovedenti, audioguide).  E’ inoltre programmata la formazione per persone con disabilità sulle modalità di valorizzazione e tutela dei beni culturali e il supporto per la creazione di attività micro economiche legate al turismo sostenibile ed accessibile.</p>
<p class="Standard">
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		<title>Let’s start-up &#8211; 2016</title>
		<link>https://www.ridsnetwork.org/portfolio/lets-start-up-quando-leconomia-diventa-social-inclusive-business-e-self-employment-per-dcd-e-madri-di-pcd-in-palestina-2016/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irid Domnori]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2020 13:47:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Obiettivo generale: Promuovere l’Economia sociale in Palestina con un approccio Mainstreaming alla Disabilità</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando l’economia diventa Social: Inclusive business e self-employment per dcd e madri di pcd in Palestina</p>
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<p class="Standard"><span class="StrongEmphasis">Capofila: EducAid</span></p>
<p class="Standard"><span class="StrongEmphasis">Paese</span>: Palestina, Governatorati di Ramallah e Nablus</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Finanziatore</span>: AICS</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Periodo</span>: 36 mesi</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Area tematica</span>: inclusive business, sviluppo socio-economico, disabilità, uguaglianza di genere</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis"><span lang="EN-US">Partner locali</span></span><span lang="EN-US">: Rantis Young Ladies Society, Aswat Society, Birzeit University (CDS Center for Development, studies); An-Najah University (Nabic An-Najah Business Innovation and Partnership Center); Camere di Commercio di Ramallah e Nablus.</span></p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Partner italiani</span>: PIN – Yunus Social Business Center Università di Firenze (YSBCUF), Rete Italiana disabilità e Sviluppo (RIDS) Onlus, Agenzia Piano Strategico SRL.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Obiettivo generale</span>: Promuovere l’Economia sociale in Palestina con un approccio Mainstreaming alla Disabilità</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Obiettivo specifico:</span> Promuovere iniziative di Inclusive Business attraverso la creazione e il supporto di imprese sociali che favoriscano l’occupazione e il self-employment di DCD e madri di PCD nelle aree di Nablus e Ramallah; sostenere il ruolo delle istituzioni pubbliche e delle DPOs come attori del processo di sviluppo socio-economico inclusivo attraverso il loro coinvolgimento attivo nella creazione e nel supporto delle imprese sociali nelle aree di Ramallah e Nablus.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Beneficiari diretti</span>: 100 DCD e madri di PCD; almeno 6 DPOs; 2 camere di commercio (Nablus e Ramallah); 2 università (Birzeit e Nablus), rafforzate nel loro ruolo di attori dei processi di sviluppo inclusivo; Almeno 2000 studenti/neo-laureati sensibilizzati e forniti dell’opportunità di creare start-up sociali; Almeno 500 imprenditori palestinesi e italiani sensibilizzati sul tema dell’economia sociale e della disabilità.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Beneficiari indiretti</span>: PCD e loro famiglie; studenti e neolaureati delle università di Birzeit e Nablus; il settore privato palestinese nel suo complesso; la comunità palestinese nel suo insieme.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Sintesi di progetto:</span> dal 2012 l’economia palestinese ha registrato una ingente decrescita causata dall’occupazione israeliana, nonché dalla dipendenza dal mercato israeliano e dagli aiuti umanitari. Tale recessione ha inevitabilmente prodotto un sostanziale declino del PIL pro capite e un netto aumento del tasso di disoccupazione, nel 2015 giunto al 27% (di cui 23,9% uomini e 38,5% donne), secondo quanto registrato dai dati ILO. Naturalmente, la situazione si aggrava considerando le fasce più deboli e vulnerabili della società, tra cui le persone con disabilità, PCD, che già prima della crisi nel 2011 risultavano disoccupate per l’87%, secondo i dati del Palestinian Central Bureau of Statistics. Le donne con disabilità, inoltre, subiscono una discriminazione ancora più profonda, in quanto esse sono costrette a convivere con un duplice stigma, causato dal fatto di essere persone con disabilità e donne in una società fortemente patriarcale. Da ciò ne consegue che le donne con disabilità sono private dell’accesso al mercato del lavoro, e la mancanza di autonomia economica aggrava la loro situazione di dipendenza.  Le barriere che le DcD si trovano ad affrontare nella ricerca di un lavoro e dell’indipendenza economica sono causate da molteplici fattori, fra cui: una forte stigmatizzazione sociale; una scarsa implementazione delle normative relative ai loro diritti, come la legge palestinese 4/99 e la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità); la debolezza delle Disabled People Organizations, DPOs, locali; la prevalenza di un approccio meramente assistenzialista nei confronti della disabilità.</p>
<p class="Textbody">Questa situazione di isolamento risulta essere analoga per le madri di PCD, le quali devono farsi totalmente carico della cura dei figli, vedendo in tal modo ridurre le loro opportunità di inclusione socio-economica.</p>
<p class="Textbody">In un tale contesto, appare pertanto fondamentale la promozione di uno sviluppo economico inclusivo in grado di favorire sia una maggiore occupazione delle donne con disabilità e delle madri di PCD, identificando nel lavoro una delle chiavi per l’avanzamento dei loro diritti socio-economici, sia una maggiore attenzione verso i bisogni delle PCD mediante il rafforzamento del ruolo delle DPOs e delle istituzioni pubbliche, attori del processo di sviluppo.</p>
<p class="Textbody">Tale sviluppo passa dalla creazione e dal supporto di nuove iniziative di imprenditorialità sociale, che coinvolgano in prima linea le donne con disabilità per promuovere la loro autonomia e riscatto sociale. Al contempo, attraverso la promozione di iniziative di inclusive business sostenuto da stakeholder locali, verrà avviato un nuovo modello economico palestinese che contribuisca alla riduzione della dipendenza dal mercato israeliano e dagli aiuti internazionali.</p>
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		<title>I-Can  Independence, Capabilities, Autonomy, Inclusion. &#8211; 2018</title>
		<link>https://www.ridsnetwork.org/portfolio/i-can-independence-capabilities-autonomy-inclusion-centro-per-la-vita-indipendente-per-le-persone-con-disabilita-della-striscia-di-gaza-2018/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irid Domnori]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2020 13:40:26 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.ridsnetwork.org/?post_type=jetpack-portfolio&#038;p=1930</guid>

					<description><![CDATA[<p>Obiettivo generale: Promuovere la piena inclusione delle persone con Disabilità, in particolare delle Donne Con Disabilità, in Palestina, in coerenza con la UNCRPD.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Centro per la vita indipendente per le persone con disabilità della Striscia di Gaza</p>
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<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Capofila: EducAid.</span></p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Paese</span>: Palestina (Striscia di Gaza).</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Finanziatore</span>: AICS (Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo).</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Periodo</span>: <span lang="EN-US">Maggio 2018 – Maggio 2021.</span></p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Area tematica</span>: <span lang="EN-US">Disabilità e inclusione, riduzione disuguaglianze.</span></p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Partner locali</span>: El Amal Rehabilitation Society, Social Developmental Forum – SDF, UNDP (United Nation Development Programme), Gaza Chamber of Commerce and Industry.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Partner italiani</span>: RIDS (Rete Italiana Disabilità e Sviluppo), FISH (Federazione Italiana Superamento Handicap), Università di Bologna /Dipartimento di Scienze Dell’educazione Giovanni Maria Bertin, Cooperativa Sociale Centro per L’autonomia Michele Iacontino – C.P.A.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Obiettivo generale</span>: Promuovere la piena inclusione delle persone con Disabilità (PCD), in particolare delle Donne Con Disabilità, in Palestina, in coerenza con la UNCRPD.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Obiettivo specifico</span>: Rafforzare l’indipendenza e l’autodeterminazione delle PCD, in particolare delle DCD, a Gaza, tramite la costituzione di un centro olistico e innovativo in cooperazione con le CBO e le DPO locali; rafforzamento dell’autodeterminazione: almeno il 40% delle PCD utenti del centro, dichiara di aver aumentato le proprie capacità di decision making all’interno della famiglia dopo aver usufruito dei servizi del centro; rafforzamento dell’indipendenza e dell’autostima: almeno il 50% delle PCD utenti del centro dichiara di partecipare più assiduamente a eventi sociali dopo aver usufruito dei servizi del centro.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Beneficiari diretti</span>: Almeno 500 PCD e familiari beneficiari dei servizi del centro; 200 PCD, di cui almeno 80 DCD, e 100 familiari beneficiari di peer counseling di gruppo; 15 scuole beneficiarie di adeguamenti ambientali e training su educazione inclusiva; almeno 200 studenti beneficiari di supporto e counseling; 80 DCD beneficiarie di training professionalizzanti; 40 DCD beneficiarie di tirocini; almeno 40 imprese private beneficiarie di adeguamenti ambientali e sensibilizzate sul diritto al lavoro delle PCD; almeno 500 PCD orientate al lavoro; 10 DCD formate su Social Media; 100 DCD e madri di PCD beneficiarie di attività di story-telling; almeno 400 persone sensibilizzate sui diritti delle PCD.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Beneficiari indiretti</span>: PCD e famiglie, studenti con e senza disabilità, istituti scolastici, CBO e DPO locali, la società palestinese in generale.</p>
<p class="Textbody"><span class="StrongEmphasis">Sintesi di progetto</span>: Secondo il PCBS, Palestinian Center Bureau of Statistics, il 6.9% della popolazione di Gaza è costituito da persone con disabilità, PCD. All&#8217;interno della striscia, queste rappresentano uno dei gruppi più vulnerabili della popolazione in quanto sono costrette ad affrontare le difficoltà più estreme nella vita quotidiana, come l’esclusione dal godimento dei propri diritti, oltre a essere soggette a continua discriminazione. Tale situazione risulta essere ulteriormente grave per le donne con disabilità, DCD, che subiscono una doppia discriminazione in quanto donne e persone con disabilità. Dai dati raccolti da EducAid mediante gli studi condotti a Gaza e in Cisgiordania tra il 2015 e il 2017 assieme alle organizzazioni locali partner, emerge come i principali ostacoli al riconoscimento dei diritti delle PCD alla loro piena inclusione, siano legati a tre fattori interconnessi: non autonomia, non accesso ad opportunità di empowerment socio-economico, stigma della società. La non autonomia è dovuta alla scarsa accessibilità dei luoghi, nonché alla mancanza di ausili adeguati. Per poter godere pienamente dei propri diritti ed essere autonome nella vita quotidiana, le PCD necessitano di ausili e soluzioni personalizzate. Secondo la Banca Mondiale, la fornitura di questi servizi a Gaza è lontana dal soddisfare le necessità presenti e i servizi disponibili non riescono a rispondere a bisogni complessi che necessitano di essere parametrizzati per età, genere, tipo di disabilità. Per questo motivo, il 38.4% delle Persone con Disabilità a Gaza non è in grado di gestire autonomamente aspetti della propria vita quotidiana.</p>
<p class="Textbody">La carenza di empowerment, invece, è legata alle difficoltà di accesso all&#8217;istruzione, nonché alla mancanza di opportunità lavorative. Secondo il PCBS (2011) il 42.2% delle PCD sopra i 15 anni residente a Gaza non è iscritta ad alcuna scuola e il 90.9% non lavora. Ciò determina una scarsa partecipazione delle PCD allo sviluppo socio-economico, oltre ad una mancanza di indipendenza di queste a livello socio-economico e decision-making. Inoltre, l’Independent Commission for Human Rights sottolinea come gli studenti con disabilità costituiscono solamente lo 0.3% del totale degli studenti palestinesi, a causa della scarsa accessibilità dei luoghi, nonché alla mancanza di metodologia di educazione inclusiva; mentre secondo l’ILO, la mancata inclusione delle PCD nel mercato del lavoro comporterebbe una perdita del PIL compresa tra il 3 e il 7%. Infine, lo stigma sociale influisce sia sull&#8217;autostima delle PCD sia sul loro processo di empowerment individuale e sociale. La sensibilizzazione della società, infatti, risulta essere un aspetto di fondamentale importanza in quanto interviene direttamente sulle famiglie delle PCD, la cui attitudine risulta essere la prima barriera che le persone con disabilità devono spesso poter superare. Il 54.5% delle 189 DCD intervistate da EducAid durante la baseline condotta nel 2017 a Gaza, dichiara come lo stigma sociale rappresenti uno degli ostacoli più difficili da superare per l’ottenimento di un lavoro; mentre secondo UNICEF, il 23.1% delle PCD ha serie difficoltà di accesso all&#8217;istruzione a causa di forti discriminazioni sociali. Dal need assessment, condotto sempre da EducAid, risulta come gli interventi volti a promuovere l’inclusione sociale delle Persone con Disabilità siano insufficienti in termini di quantità, non coordinati tra loro e dunque inadeguati, in quanto spesso si predilige l’utilizzo di un approccio medico-assistenzialista che considera l’individuo con disabilità come mero beneficiario di un servizio, anziché protagonista di azioni guidate da un approccio sociale, come previsto dalla UNCRPD.</p>
<p class="Textbody">Al fine di poter affrontare efficacemente questi bisogni, il progetto vuole costruire un Centro per la vita indipendente e l’inclusione delle PCD a Gaza. Il Centro opera con un approccio olistico, intervenendo sull&#8217;autostima delle PcD, l’empowerment socio economico, lo stigma sociale in quanto fattori strettamente correlati, e crea percorsi personalizzati individuali e di gruppo volti a massimizzare indipendenza e empowerment delle PcD sulla base delle loro specifiche necessità in termini di maggiore autonomia, miglior accesso a istruzione e lavoro e accresciuta sensibilizzazione della società. Il centro, una realtà innovativa di per sé all&#8217;interno di un contesto del genere e non solo, distribuirà ausili e fornirà servizi grazie a un gruppo multidisciplinare di professionisti che opereranno a stretto contatto con le PCD e le loro famiglie. All&#8217;interno del team di professionisti, saranno incluse le persone chiave dei peer counselor, persone con disabilità che forniranno supporto ai beneficiari nel loro percorso di empowerment individuale e inclusione attraverso interventi di supporto psicosociale.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ridsnetwork.org/portfolio/i-can-independence-capabilities-autonomy-inclusion-centro-per-la-vita-indipendente-per-le-persone-con-disabilita-della-striscia-di-gaza-2018/">I-Can  Independence, Capabilities, Autonomy, Inclusion. &#8211; 2018</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ridsnetwork.org">RIDS</a>.</p>
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